29 settembre 2011
REGISTA MARCELLO DE STEFANO: PREMI E RICONOSCIMENTI
LA MINORANZA ETNICO-LINGUISTICA FRIULANAIl 14 novembre del 2010, il Centro Espressioni Cinematografiche - Friuli, promotore, fra le tante altre attività cinematografico-culturali, del Far East Film, il più importante Festival Cinematografico Internazionale in Europa sul cinema popolare asiatico, assegna al regista Marcello De Stefano il “Premi Mario Quargnolo 2010” con la motivazione - in lingua friulana “par jessi stat il precursor, sedi sul plan teoric che sul plan regjistic, di un cine furlan in lenghe furlane” (trad.: Premio Mario Quargnolo 2010, per essere stato il precursore, sia sul piano teorico che sul piano registico, di un cinema friulano in lingua friulana”).
Questo riconoscimento è stato preceduto negli anni da altri, sempre motivati in lingua friulana, quali il “Merit Furlan 2007”, il “Gianfrancesco di Tolmezzo - Gianfracesc da Tulmiec - 1989”, il “Nadal Furlan 1985”.
L’”Associazione culturale Davide Turoldo - Friuli” - nel 2001 ha conferito, motivato in lingua italiana, l’”Omaggio al regista Marcello De Stefano” con la seguente precisazione: “Cantore cinematografico del Friuli/perché il Friuli non perda la sua anima/ e nella metafora il mondo si ritrovi umano”.
La critica cinematografica nazionale, premessa all’assegnazione del “Premio Nazionale di Qualità” ha assegnato il detto premio ai film-saggio: “In verità in verità vi dico” del 1975, a “In un linguaggio il futuro” del 1974, a “Eucarestia e segno” del 1972 (cfr. Messaggero Veneto, 29 giugno 1977, Messaggero Veneto, venerdì 18 aprile 1980”).
Sempre nel 1972 in seguito alla proiezione di
EUCARISTIA E SEGNO al Simposio Ecclesiale di Ponte di Legno mirato ad approfondire i contenuti del rivoluzionario Concilio Ecumenico Vaticano II, viene conferito un bassorilievo ligneo - nel tipico linguaggio artistico "primitivo" del luogo - raffigurante l'immagine della Madonna col Bambin Gesù con la targa "Regista Marcello De Stefano - Ponte di Legno - settembre 1972".
LA BIENNALE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIANel 1972 con “Incontro con un’infanzia rifiutata” il regista Marcello De Stefano è presente alla “Mostra Internazionale del Cinema di Venezia” - la Biennale - di quell’anno, e per l’apprezzamento del film da parte della giuria selezionatrice, esso viene staccato dal contesto della proiezione degli altri mediometraggi in mostra e presentato in un’apposita proiezione da solo in sala Pasinetti: proiezione che fu ripetuta una seconda volta su richiesta di pubblico e di critica. Era l’anno in cui, in seguito alla contestazione giovanile mondiale del '68, il premio “Leone d’Oro” e gli altri erano stati aboliti e a questo proposito richiamando e rimarcando questo fatto si scrisse sulla Gazzetta di Parma del 19.9.1972, articolista Paolo Pedretti, riportando quanto si vociferava nell’ambito della mostra: “quest’anno però - e sia detto senza alcuna nostalgia per il premio - c’era un inconsueto film nella sezione riservata ai film-documentari, che sicuramente non avrebbe fallito il Leone (d’Oro: n.d.r) con la mira precisa di una cinepresa attenta imbracciata da polsi sicuri.... si tratta di “Incontro con un’infanzia rifiutata”... regia: Marcello De Stefano”.
Ma alla Biennale di Venezia il regista non approdava allora per la prima volta.
Infatti vi era stato un precedente nel 1956, come dalla dichiarazione rilasciata dal Direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dott. Leonardo Fioravanti: “Centro Sperimentale di Cinematografia - Roma - 28 giugno 1960. Come saggio finale di diploma in regia cinematografica, il dott. De Stefano ha realizzato un film mediometraggio dal titolo “Il voto” tratto da una sceneggiatura da lui stesso ricavata dall’opera
Il dialogo delle Carmelitane di George Bernanos" - attualizzandone il contenuto trasferendolo dalla Rivoluzione Francese (1789) alla Guerra Civile di Spagna degli anni '30 (ndr) - . "Il mediometraggio, giudicato positivamente dalla Commissione di Esami" - e scelto quale unico fra quelli degli altri diplomati in regia di quell'anno (ndr) - "è stato presentato ai critici convenuti a Venezia durante la 17° mostra d’arte cinematografica” riscuotendo consenso e apprezzamento (ndr).
PRESENZE, PER INVITO, SIGNIFICATIVEMolte anche “le presenze“ - per invito -
significative. Tra le varie, nel 1976 il “Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani” richiede il film-saggio Controlettura, opera filmica che i critici Mario Quargnolo e Roberto Iacovissi definiscono quale MANIFESTO ANTROPOLOGICO-SOCIOLOGICO della MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - e lo proietta, ad introduzione della serata di assegnazione del Nastro D’Argento 1976 a opere di registi italiani, al
Cinema - Teatro Sistina di Roma, costituendo la proiezione, come annunciato dalla radio locale romana, il
clou della serata (CM - 36 - Camillo Bassotto). Per il successo di pubblico e di critica il film-saggio Controlettura fu richiesto dal “Festival delle Nazioni - Rassegna Internazionale Cinematografica di Taormina - Messina 1977”, ove immesso nella mostra itinerante fu proiettato in più città della Sicilia (Attestato di Partecipazione 30 luglio 1977).
Nella ricorrenza dello Statuto Speciale della Valle D’Aosta, fu organizzato “Le 1er rencontre du cinéma des comunautés ethniques et culturelles”. Invitato con sue tre opere filmiche -
“Controlettura, Da un pugno d’erba, In verità in verità vi dico” - il trittico inaugura martedì 11 aprile 1978, ore 21,30, la Rassegna Cinematografica Internazionale al Cinema Italia con la didascalia, nel Manifesto, “
Omaggio al Friuli”,
titolazione che, in chiusura, viene di nuovo enunciata - vocalmente - alla prima consegna a De Stefano della prima Grolla D'oro: il Festival é "valutativo" - vedasi Giovanni Grazzini in "Incontri ravvicinati per
piccole patrie" in Corriere della Sera 19 aprile 1978 -, anche se "provocatoriamente" é nel registro del "non-competitivo" in rivendicazione dello storico
solidarismo delle minoranze etnico-linguistiche contro l'individualismo egoistico della società consumistico-industriale.
RAPPORTI CON LA SUA CITTÀ DI VITARiconoscimenti hanno luogo anche dalla stessa città di vita: Udine, "
sconfessando il Nemo propheta in patria" (così in "Il Friuli Venezia Giulia, Enciclopedia tematica, 9, ed. Touring Club Italiano, Il Piccolo, Il Messaggero Veneto, p.338).
Dalla Congregazione Suore della Provvidenza "Scrosoppi" gli viene consegnata una
penna d'argento con targa "Al regista e saggista Marcello De Stefano - 25.12.1984" - per avere ideato e diretto il film-saggio
Grafiz 'tun orizont (in lingua friulana e poi tradotto in italiano, francese, spagnolo, inglese, portoghese e romeno).
Dal “Circolo Maria Cristina di Savoia” gli viene conferito il “Vassoio d’Argento”, con Nastro Azzurro a nodo Savoia, con cartiglio in oro riportante il nome del regista (1990); dal Club Unesco di Udine, membro della Federazione Italiana dei Centri e Club Unesco - associata alla “Federazione Mondiale” - gli viene conferita targa datata 24 settembre 2009 con i soprariportati estremi, contenente, in cartiglio in oro ivi applicato, il nome del regista.
Dai dintorni della città di Udine - Gemona del Friuli - gli viene assegnato dal Rotary, con targa "Al regista Marcello De Stefano - 1983" - litografia d'autore - Brollo - raffigurante i colli morenici e i gelsi tipici del Friuli. Così come, sempre in terra friulana - "Rassegna del Cinema Friulano, Ragogna 13/27 marzo 1987" - gli viene conferita, con targa "Al regista Marcello De Stefano", un'acquaforte d'autore - Stefanutto - tetralogia di tipiche costruzioni del luogo.
RAPPORTI CON AGGLOMERATI FRIULANI "EXTRA PATRIE DAL FRIUL"Nella ricorrenza della memoria della fondazione della città di Aprilia da parte della gente friulana, ivi a suo tempo e a quel fine emigrata, al regista De Stefano, invitato in loco con i suoi film-saggio - è stata consegnata una targa incorniciata e sottovetro in cui si legge inciso: “settimana della friulanità - 12/19 luglio 1986. - Nel 50° anniversario della fondazione di Aprilia al regista Marcello De Stefano - il Fogolar Furlan di Aprilia -”.
RICONOSCIMENTI DI VERTICI ETICI ISTITUZIONALIPer l’intendimento cinematografico e culturale mirato a contribuire ad un mondo più umano e più etico - scopo fondamentale della sua attività cinematografica - gli hanno conferito nel 1972 il papa Paolo VI il titolo di "Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro papa", nel 1998 il papa Giovanni Paolo II il titolo di Commendatore di San Silvestro papa".