9 marzo 2002

Chi è Alida Puppo




NOTA BIOGRAFICA

Nata a Martignacco (UD), Alida Puppo vive e lavora nella frazione di Suzzolins, fra i Comuni di Teglio Veneto (VE) e Cordovado (PN), ove si distingue sia per l'impegno profuso da anni nella formazione artistica dei ragazzi, presso il locale Centro Sociale, che nelle partecipazioni a varie rassegne artistiche.

La sua arte si esprime nell'originale idea di riciclare, in modo indubbiamente inconsueto, articoli da discarica, solitamente in vetro, creando, mediante continue sperimentazioni tecniche, opere di notevole vivacità cromatica nelle quali l'ispirazione raggiunge la purezza e l'autenticità della passione.

Ha partecipato alle seguenti mostre d'arte:

1999- "Creazioni su vetro - Alida PUPPO/Opere pittoriche - Enrico MARRAS" (due personali in concomitanza) , Teglio Veneto (VE) , Ex Sala Consiliare;
1999/2000 - mostra "Opere su vetro", Spilimbergo (PN), "Collezioni d'arte Bisaro Roberto";
2000- mostra personale "Opere su vetro", Fossalta di Portogruaro (VE) , "Moka Caffe";
2000- "Opere recenti Alida Puppo - Enrico Marras", Cividale del Friuli (UD), "Caffe Paolo Diacono";
2000 - mostra personale "Opere recenti", Fossalta di Portogruaro (VE) , "Moka Caffe";
2000- "Creazioni su vetro - Alida PUPPO/Opere pittoriche - Enrico MARRAS" (due personali in concomitanza) , Fossalta di Portogruaro (VE) , Centro Culturale Ippolito Nievo;
2000- "Sperimentazioni Alida PUPPO - Enrico MARRAS" (due personali in concomitanza) , Fossalta di Portogruaro (VE) , "Moka Caffe";
2000- "Alida PUPPO - Enrico MARRAS" (due personali in concomitanza), Coderno di Sedegliano (UD), Casa Natale del poeta, Padre David Maria Turoldo;
2000- "Opere 1998/2000 Alida Puppo - Enrico Marras" ( due personali in concomitanza) , Udine - "Caffe Quadri";
2000- "Sperimentazioni 1998/2000 Alida PUPPO - Enrico MARRAS" (due personali in concomitanza), Fossalta di Portogruaro (VE), "Moka Caffe";
1998- Rassegna artistica "Teglio Veneto - Paese della Poesia", Teglio Veneto (VE); 1994- Collettiva d'arte, Teglio Veneto (VE) , Ex Sala Consiliare.

Persona estremamente attiva nell'ambito culturale e sociale del paese ha recitato nella Compagnia Teatrale "I Viandanti" di Teglio Veneto (VE) interpretando varie opere dello scrittore Mirco Stefanon.

Da anni scrive articoli, riguardanti, fra l'altro, le situazioni legate all'arte e all'ambiente di Teglio Veneto (VE) per il giornale locale "Il Tiglio"; ha partecipato, inoltre, alla stesura della monografia "Enrico Marras - Colore e Materia" (Ed. Pro Suzzolins, 2000) .

ALIDA PUPPO

In un ' epoca, come la nostra, scarsamente caratterizzata e compiaciuta di tante evasioni nel mondo dell'ipotetico o quantomeno dell'inedito fine a se stesso, non meraviglierà constatare la propensione di Alida Puppo a decorare piatti e bottiglie di vetro, recuperati fra i "rifiuti" della società dei consumi ed a qualificarli con la lucida intensità degli smalti e la preziosità delle dorature.

Il suo, quindi, non e solo intendimento ecologico, ma chiara determinazione dimostrativa che il senso della vita sta anche nel conferire impronta culturale a qualcosa che alla pratica quotidiana non serve più e che perciò, incurante di ogni suo possibile riutilizzo, la società rigetta, quasi che il passato non rappresenti un preambolo giustificante il presente, a cui debbono essere consegnati i sogni ed i miraggi di una vita intellettualmente più vivace.

Il mondo figurativo di Alida Puppo si distingue per l' esuberanza dei riverberi dorati e degli smalti colorati, nei quali immerge, quale significativa costante, un enigmatico volto umano.

L'artista lo stilizza in forme prevalentemente geometriche, non immuni da suggestioni arcaiche, ma trasposto in una dimensione orientaleggiante per l'insistita trama decorativa con cui lo contorna e per i sempre guizzanti riflessi con cui lo smaterializza e lo rende fortemente allusivo.


Esso funge solamente da spunto impaginativo: la vivacità del riflesso dorato lo disancora da ogni valenza fisiognomica per consegnarlo alla preziosità di un gusto che s'inebria dell'atemporalità di lucentezze e di bagliori, che parlano dell'approdo formale di una personalità segnata da un impegno immaginativo di estenuata raffinatezza.

Marzo 2000 LUCIANO PERISSIN0TTO

ALIDA PUPPO

In un ' epoca, come la nostra, scarsamente caratterizzata e compiaciuta di tante evasioni nel mondo dell'ipotetico o quantomeno dell'inedito fine a se stesso, non meraviglierà constatare la propensione di Alida Puppo a decorare piatti e bottiglie di vetro, recuperati fra i "rifiuti" della società dei consumi ed a qualificarli con la lucida intensità degli smalti e la preziosit delle dorature.

Il suo, quindi, non e solo intendimento ecologico, ma chiara determinazione dimostrativa che il senso della vita sta anche nel conferire impronta culturale a qualcosa che alla pratica quotidiana non serve più e che perciò, incurante di ogni suo possibile riutilizzo, la società rigetta, quasi che il passato non rappresenti un preambolo giustificante il presente, a cui debbono essere consegnati i sogni ed i miraggi di una vita intellettualmente più vivace.


Il mondo figurativo di Alida Puppo si distingue per l' esuberanza dei riverberi dorati e degli smalti colorati, nei quali immerge, quale significativa costante, un enigmatico volto umano. L'artista lo stilizza in forme prevalentemente geometriche, non immuni da suggestioni arcaiche, ma trasposto in una dimensione orientaleggiante per l'insistita trama decorativa con cui lo contorna e per i sempre guizzanti riflessi con cui lo smaterializza e lo rende fortemente allusivo.

Esso funge solamente da spunto impaginativo: la vivacità del riflesso dorato lo disancora da ogni valenza fisiognomica per consegnarlo alla preziosità di un gusto che s'inebria dell'atemporalità di lucentezze e di bagliori, che parlano dell'approdo formale di una personalità segnata da un impegno immaginativo di estenuata raffinatezza.
Marzo 2000 LUCIANO PERISSIN0TTO

I SENTIERI INTERIORI DI ALIDA PUPPO

Fili dorati o color avorio, in rilievo, che corrono attorno ed attraverso superfici, rendendo evidenti campiture di colore o composte di materia colorata. Fili dorati che costruiscono, spezzettati, molteplici piani e superfici, disposti armoniosamente, evidenziandone le periferie, aggraziandole ed impreziosendole, talvolta sovrapponendosi, per mettere in rilievo elementi ricchi di vibrazioni artistiche.

Sulle bottiglie e sui piatti che Alida Puppo rigenera, togliendo loro lo stato di inservibilità e di abbandono, pone segni netti, di contenuti espressivi, facendo immaginare un ritmo creativo veloce, incisivo, definitivo, voluto con determinazione: sui piatti e sulle bottiglie corrono sentieri creativi vivaci, segnati da percezioni profonde, da passione.

Per questo, sulle superfici definite sono depositate immagini e forme che hanno il respiro della vastità: quelle cne si vedono, sono forme che spingono a percorre gli infiniti sentieri di quella immaginazione gioiosa che produce emozioni.
I sentieri interiori di Alida Puppo si possono leggere qui: sono elementi aperti e dilaganti nei quali lei trova i ritmi gestuali appropriati, ricchi di apporti, ed intravede progetti compositivi infiniti, sempre armoniosi.

Per questa ragione, forse, le sue composizioni sanno stimolare i giusti ritmi emotivi della gioia. Queste composizioni si potrebbero definire musicali, se musica puo essere anche l'armonia compositiva segnica, quella che suscita emozioni tenere o forti, davanti ad oggetti resi vivi da una creatività che è anche fresca, e teneramente femminile.

Quello che particolarmente colpisce, osservando le opere di Alida, è quella tanta voglia insopprimibile di comunicare, di dire. Ci riesce egregiamente, se, come è successo a me, le sue bottiglie, pur non avendomi fatto gustare il loro contenuto, perché vuote, mi hanno inebriato.

Aprile 2000 GIOVANNI B. CUM

SULLE ORME DI ALTRE FORME

Dalla saggezza antica ho imparato che non c'è niente di nuovo sotto il sole e dalla mia esperienza quotidiana che non c'è niente di nuovo sotto I'ombelico. Insomma, a questo mondo si continua a riciclare di tutto: storie amori cappotti minestre riscaldate. . .

Lo diceva sempre anche mio nonno: L'età avanzata... non si butta via! Figuriamoci un piatto, una bottiglia, un vassoio o una vetrata. La ricetta per conservarli è semplice: basta andare oltre le forme!
E Alida ha la sensibilità e la mano per farlo. Almeno così mi ha raccontato a Fossalta di Portogruaro, alIa personale "Creazioni su Vetro", un viso di ragazza che ha preso vita, grazie alla creatività di Alida, in una vecchia bottiglia blu notte. Le racconto la favola di Cenerentola - continua a parlarmi la ragazza. - No, grazie, la. conosco a memoria.

E' una storia vecchia. - Ma io l'ho riciclata, - mi precisa. - Ah, se è riciclata, l'ascolto volentieri! C 'era una volta una vecchia bottiglia che viveva in una buia e polversa cantina. La poveretta era sempre triste e sola. Passava le sue giornate sognando la luce di una sala da pranzo, di un salotto o di uno studio.

Ma, ahimé, vestiva solo di una logora ragnatela, e, così vestita, si sentiva goffa e bruttina. Nessuno si sarebbe più accorto di lei! Ma ecco che un giorno, cadde sotto gli occhi magici della Fata dei Ricicli. E subito, tra le sue mani, la vecchia bottiglia blu notte si vestì a giomo e si sentì rinascere in colore in meraviglia e in gioia di vivere.

Ora in compagnia di altre Cenerentole, splende in tutta la sua bellezza, e vive, finalmente, felice e contenta. Mi ha raccontato la sua storia. Io, che I'ho ascoltata facendo orecchie da mercante, mi dico: Quasi quasi la compro! E mentre continuo a guardarla stupito, mi si avvicina un signore, con I'aria di chi la sa lunga, e mi fa: E' un fiasco. A me, invece, sembra un lavoro ben riuscito!

Marzo 2000 MIRCO STEFANON

L ' ANIMA DELL' INUTILE

Nel tentativo di eseguire un'analisi critica dei lavori di Alida Puppo non si può di certo prescindere dalla sua sublime dimensione creativa, priva di inibizioni di sorta nell'assorbire voracemente elementi interni ed apparentemente esterni all'arte stessa.

Successivamente alIa prima metà degli anni novanta, contraddistinta da un periodo paesaggistico, con l'utilizzo della tecnica ad olio su supporti classici quali tele e cartoni intelati, debitore degli stilemi impressionistici e post-impressionistici con riferimenti precipuamente vangoghiani (fase nella quale già si denota un gusto innato negli abbinamenti cromatici) , la Puppo inizia a sviluppare; conseguentemente alIa visione "ispiratrice" di una discarica, la sua originale ricerca di materiali da riciclare (bottiglie, piatti, specchi, lampadine, finestre, ecc.); "rifiuti" della societa dei consumi ai quali "dare un'anima" mediante l'utilizzo di vari pigmenti, dai colori acrilici e per vetro allo spray.

Tale condizione artistica, la porta ad una crescita pittorica in simbiosi con le forme per poi sopravanzarle mediante una sperimentazione continua; dalla fase intensamente puntinata (1996-1997) alle linee oniriche (1997) passando per le "crepe" (con l'immagine alquanto suggestiva della bottiglia suddivisa in tasselli irregolari) , l'artista si spinge in un contesto colmo di pathos, generando prima (1998) alcune creazioni con immagini zoomorfe (specie animali solitamente selvatiche) fra soggetti rousseauniani e ligabuiani e tecniche divisioniste ( Seurat e Signac in primis) , per poi arrivare ( 1998-1999 ) alle splendide vetrate sia sacre (esprimendo apertamente, grazie anche ad un viaggio culturale in Toscana, il suo amore per la Scuola Senese, Duccio in particolare) che affini allo stile liberty (create con la tecnica della finta vetrata, attraverso l'impiego del piombo e dello stagno uniti all'applicazione di colori per vetro, sempre su materiali rigorosamente riciclati) .

Ma la purezza delle emozioni, la liricitè unica che contraddistingue l'acme del suo iter espressivo si estrinseca, dalla fine del 1998 al 2000, nel periodo delle maschere etniche africane ed orientali che risultano dense di genialità e forza creativa; opere tendenti sì alIa ricerca ma con evidenti correlazioni alIa volontà di evadere da un ambito sociale generale, a volte frustrante, con l'arma dei colori sempre accesi e vibranti, che si ritrovano nella fase quasi concomitante (seconda metà del 1999) dei pugnali medioevali.

I soggetti sono sistematicamente personalizzati con stilemi, attenti alle esperienze modiglianesche e picassiane, estremamente moderni con un gusto impeccabile legato sovente a basi geometriche vicine, per la meticolosità quasi maniacale, a Mondrian e Van Doesburg. Comunque sia, le composizioni della Puppo restano uniche per un insieme di connotazioni (dall'autenticità dei sentimenti alIa purezza passionale dell'ispirazione) e solo una loro visione diretta potrà far comprendere sino in fondo la palpitante emozione di cui sono intrisi quei "rifiuti" elevati al rango di opere d'arte.

Alida PUPPO risiede a Teglio Veneto (VE), via Suzzolins nr: 54 tel. 0421 706455.