Passione per la Verità

Oggi dilaga la paura di pensare.

Uno spettro si aggira per il mondo : il pensiero profondo.

Oggi abbondano milioni di "spensierati".
Persino alcune correnti "new e post -age" favoriscono la loro proliferazione.
Bagordi, grigliate, stadio, tv-spazzatura, gite collettive e tantissime nuove associazioni funzionano spesso da "psicofarmaci", perché placano l'ansia momentaneamente senza però risolvere il problema alla sua radice.

Questi nuovi spensierati non vogliono porsi il problema del senso della vita perché a loro non interessa.Il senso non deve costituire un problema. La vita va vissuta e basta. Coloro che suscitano il problema del senso diventano ai loro occhi molto pericolosi e sospettati di ideologismo strumentale.

La cultura, la filosofia e l'arte del passato più raffinate hanno sempre messo in evidenza gli inquietanti interrogativi dell'uomo: sostanzialmente vertono quasi sempre sul senso del dolore e della stessa esistenza.

La nuova mentalità "globale" finalizza le sue energie alla ricerca di un "anestetico "per tutte le situazioni. Ci si abitua così a demandare le proprie responsabilità e conseguentemente le singole scelte agli esperti di ogni settore che spuntano come funghi nell'immensa foresta tropicale del consumismo.

Chi non vuol pensare non desidera neppure responsabilzzarsi e di conseguenza non potrà essere autonomo. E' una strana società la nostra che, mentre è sensibile alle automie locali, non permette indirettamente quelle individuali.

Dio ci ha creati con un certo grado di libertà, la quale è indissolubile con l'intelletto che va usato nella direzione per cui ci è stato donato: conoscere e amare Dio. La conoscenza di Dio richiede anche molta ricerca personale e coraggio.

La Sacra Scrittura afferma che Dio ama coloro che lo cercano. Lo si può cercare in tanti modi ma prima di tutto è necessario conoscere se stessi. Il nostro essere ha un "soffio" divino ed è attratto incosciamente dall'infinito. Non è mai sazio di verità.

Chi non desidera approfondire la verità su se stesso e l'esistenza blocca la propria evoluzione e questo comporta dei disagi psicologici notevoli che spesso degenerano in depressione.

Ci sono varie forme di depressione ma la più paradossale è quella generata dalla paura di cadere in depressione.
Ecco il messaggio incoscio che ci viene trasmesso dai moderni guru "maestri di vita": pensa positivo, caccia via tutti gli interrogativi sull'esistenza, cogli l'attimo.

C'é una rincorsa frenetica alla ricerca dell'ultimo ritrovato per eliminare il disagio psico-somatico che si viene a creare quando si abdica dal pensiero più profondo: medicina alternativa, tecniche orientali ed occidentali di autodisciplina, magia, astrologia, ecc.

Non esprimo un giudizio etico sui valori legati alla ricerca del benessere personale e alla felicità.
Constato solo uno stato di cose: il rischio di anestetizzare momentaneamente la mente.
Del resto, questo rischio, lo sta già subendo da molti anni l'uso ormai consolidato di molti psicofarmaci (dietro ai quali speculano con enormi profitti molte multinazionali).

Non ci si accorge dell' automutilazione: si priva l'uomo della passione vera per Dio, la quale richiede fatica, impegno e coraggio, lotta e dolore.

Ma il rovescio della medaglia è anche l'immensa gioia spirituale che ci viene già anticipata in questa vita derivata dalla scoperta delle qualità divine partecipate ad ogni uomo che ha il compito di divinizzarsi.

Pier Angelo Piai