Sappiamo di non essere interamente confinati in esso, che noi ci estendiamo ad altre dimensioni, diverse da quelle del mondo fisico... lo spirito dell'uomo si estende, al di là dello spazio e del tempo, in un altro mondo.
E di questo mondo, che è lui stesso, può, se vuole, percorrere i cicli infiniti. Il ciclo della Bellezza, che contemplano i filosofi, gli artisti e i poeti.
Il ciclo dell'Amore, ispiratore del sacrificio, dell'eroismo, della rinuncia.
Il ciclo della Grazia, suprema ricompensa di coloro che hanno cercato con passione il principio di tutte le cose...
Dobbiamo svegliarci e metterci in cammino. Liberarci della cieca tecnologia. Realizzare, nella loro complessità e nella loro ricchezza, tutte le nostre potenzialità.
Alexis Carrel
“L’UOMO QUESTO SCONOSCIUTO”
di Alexis Carrel.
UN GRANDE LIBRO CHE IL GRANDE PUBBLICO PARE AVER DIMENTICATO
Anche chi non crede può individuare le radici della dimensione uomo. Succede, nel 1903, ad A. Carrel, medico, ricercatore, studioso e non credente. Va a Lourdes con l’intenzione
di spiare trucchi ed eccessi della cultura della guarigione.
E si imbatte invece in un miracolo autentico.
Questo cambia la sua vita. Il rigore di scienziato rimane intatto, tanto da consentirgli nel 1912 di arrivare al premio Nobel per lavori sulla sutura dei vasi saguigni, la cultura in vitro, la tecnica dei trapianti. Ma quell’esperienza muta il suo modo di considerare l’uomo: insieme inseparabile di corpo e mente, che la tecnologia e la civiltà moderna allontanano dalla sua vera natura.