6 marzo 2007

Commento di Luciano Mazzoni

articolo apparso sull'ultimo numero della rivista "Un futuro per l'uomo"
(Il segno dei Gabrielli editori)

ARTE CONTEMPORANEA E FEDE CRISTIANA

Autori Vari
“e vide che era bello”
pp. 128 - € 21,00
Cittadella Editrice, Assisi 2005
[esposizione presso Galleria della Pro Civitate Christiana- Assisi]

Autori Vari
“il Sacro Cuore di Gesù”
Assessorato alla Cultura
Comune di Cividale del Friuli
[Mostra d’arte contemporanea presso ex chiesa di S.Maria dei Battuti- Cividale del Friuli]


L’Osservatorio cristiano – Orizzonti Arte ha realizzato un catalogo relativo all’omonimo Convegno, ideato da Antonio Lova e promosso dalla Pro Civitate Christiana. L’intento era quello di valorizzare quella cge era stata una intuizione del fondatore della Pro Civitate Christiana, don Giovanni Rossi: “raccogliere attorno alla figura-persona del Cristo, ciò che, lungo i secoli, l’arte ha illustrato, la musica ha cantato, la letteratura ha scritto.”

Il bel volume  [curato da Caterina Dalle Ave, Franco Ferrari e Annaluisa Martignago]  illustra tramite un’ottima impaginazione grafica l’insieme delle suggestioni scaturite dal Convegno.
L’ispirazione cristologia viene espressa meglio, grazie alle sezioni in cui è articolata l’esposizione (la stessa seguita dai lavori del Convegno: svoltosi dal 19 al 21 settembre 2003): “I volti della bellezza e secolo breve”; “Lo svelamento della gloria”; “L’esperienza della gloria: lo splendore del rito”; “La bellezza che salva: l’annuncio”. Su ciascuna di queste aree tematiche si sono misurati relatori provenienti da differenti discipline: da Carlo Arturo Quintavalla a Pierangelo Squeri, da Aldo Ceccato a Roman Vlad, da Andrea Grillo a Gianfranco Ravasi (per citare solo quelli più famosi).

Momenti sublimi, ove bellezza e dolcezza si confondono, in un poema che rende più che mai evidente il carattere di ‘religione incarnata’ del cristianesimo: così presente nella ‘catechesi del corpo’ predicata dall’indimenticato Giovanni Paolo II, grazie alla quale ha ripreso fiato quella ‘antropologia cristiana’ così preziosa per i problemi incombenti sull’umanità d’oggi (alle prese con la bioetica e tutte le questioni che toccano da vicino la vita).

Arte e fede, teologia ed estetica, tornano dunque ad imporsi alle coscienze: dopo le rimozioni storicamente rilevanti, prodottesi lungo l’intero arco della modernità, anche in Occidente: aiutandoci ad accogliere non solo gli echi della Tradizione, ma anche la flebile voce di quell’Oriente cristiano che (sotto il tallone dello zarismo prima e del comunismo ateo poi) ha saputo far fiorire quella originalissima ‘sofiologia’, capace di associare fede e bellezza in una unione mistica, di cui tuttora le Chiese cristiane occidentali stentano ad intenderne la portata

Come non ritornare all’intuito di Karl Vladimir Truhlar, allora docente alla Gregoriana, che nel lontano 1966, per primo, ebbe modo di accostare il pensiero di Teilhard de Chardin alla Sofiologia russa, fino ad intravedere Vladimir Soloviev un precursore dello stesso Teilhard ? [cfr. Teilhard e Soloviev, ed. Paoline, Roma 1967].
Dunque: la sensibilità contemporanea si trova alle soglie di una riconciliazione con alcuni dei tratti umani ignorati dalla nouvelle vague dell’agnosticismo e dalla volgarità della comunicazione mediatica imperante? E’ una questione che impatta direttamente con il Mistero dell’Incarnazione

Ritornano alla mente le parole del Salmo 45 (44): “Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. La mia lingua è stilo di scriba veloce. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia, ti ha benedetto Dio per sempre.”;una risonanza del cuore che ci mette in connessione con l’altra iniziativa.

Con la medesima ispirazione di fondo  -anche se con un approccio non sistematico né scientifico (ma che tuttavia risulta analogo)-  si è mossa l’idea di un artista friulano, Gigi Murello: quella di dare visibilità all’invito di Giovanni Paolo II [“a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo”], in occasione della sua visita in Polonia (Varsavia, 11 giugno 1999).

Lui stesso la racconta con parole semplici: “Leggo casualmentee medito subito di organizzare una mostra d’arte a tema;di una cosa sono certo: gli artisti parteciperanno all’iniziativa non per tornaconto materiale, ma per omaggiare con il loro talento, dono del Signore, il Cuore di Gesù”.

Da questa ‘scommessa’, grazie all’incontro di don Oscar Morandini ed ai sostegni necessari [forniti da: ArciDiocesi di udine, Provincia di Udine, Parrocchia di S.Maria Assunta in Cividale del Friuli, Circolo ACLI “San Paolino d’Aquileia”-Friuli Orientale, Circolo “Arteinsieme”-Povoletto, Comune di Cividale del Friuli-Ass.to alla Cultura], l’idea si materializza e dal 8 al 25 aprile 2006 si è svolta l’esposizione.

In una limpida e luminosa cappella, sapientemente restaurata e trasformata in sala mostra, abbiamo potuto ammirare 30 opere pittoriche e tre sculture di altrettanti artisti friulani che hanno accettato di misurarsi su di un tema così impegnativo [e per di più, aggiungiamo, un tantino desueto].

L’invito infatti era quello di corrispondere alla sollecitazione del pontefice polacco, manifestando la sensibilità contemporanea senza ricorrere alle vie tracciate dalla tradizione. Il compito non era certo facile: dato che in poco più di due secoli, attorno alla devozione al S. Cuore si sono moltiplicate iniziative artistiche di ogni genere: insistendo tuttavia sull’elemento soprattutto corporeo del culto (oggetto del resto di ampi studi teologici, tuttora discussi e sul quale si sono misurati intelletti di altissimo livello: da Karl Rahner a Urs von Balthasar).


Ebbene, sul depliant realizzato come guida alla Mostra, don Oscar Morandini dichiara la sua sorpresa, nel constatare che “non c’è un quadro che sia simile ad un altro. La vastità e la diversità delle loro interpretazioni, ha prodotto una sinfonia di significati, che si avverte solo dopo aver potuto riflettere e pregareE’ tutto un mondo, che ha trovato nel Cuore di Gesù il bisogno di un centro unificatore”.

Come non pensare alla visione mistica descritta da Teilhard de Chardin, che vede il Cuore diventare fornace ardente e pulsare entro l’intero Universo?
Così è stato affiancato ad ogni opera un commento, a cura di un altro artista  –Pier Angelo Piai, insegnante e scrittore di Cividale-  che si può vedere (insieme alla riproduzione delle opere) sul sito: www.friulicrea.it

Ecco, in breve, emergere il ‘filo rosso’ che lega le due iniziative: tese al medesimo obiettivo di rappresentare i modi coi quali l’arte contemporanea si cimenta ed affronta il tema cristico.
Le vie con cui la sensibilità odierna, in un clima di rarefatta spiritualità compressa vieppiù dal dominio della tecnica e dall’idolatria del denaro, si rivolge alla ricerca del divino e/o del sacro restano ancora spesso inspiegabili e non sempre interpretabili secondo le chiavi della lettura psicologica o psicoanalitica.
Favorirne l’affioramento, ascoltarne le ansie, seguirne i tortuosi percorsi di ricerca: ecco ciò che alimenta un verace impegno culturale, prima ancora di diventare religiosonell’attesa di un’ottica ecclesiale capace di intenderne la valenza pastorale.

LUCIANO MAZZONI