il dott. Natale Zaccuri è docente in materie giuridiche, Cultore della materia (Diritto costituzionale e Istituzioni di Diritto Pubblico) della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Udine, giornalista, critico d'arte, dal 1983 membro dell'Accademia Tiberina e dell'Unione Legion d'Oro, collaboratore di quotidiani e riviste, sia a carattere locale e nazionale, nel settore attualità e Cultura
Il piacere di raccontare “congiura” piacevolmente ed
offre, in questa nuova fatica letteraria di Pier Angelo Piai, l’occasione
dell’amarcord alla mia memoria e agli sguardi che ebbero modo d’incrociarsi,
con lui ancora giovinetto, sui banchi di scuola, a Udine.
Avvantaggiato dalla maturità, sorretto dalla fede e dall’amore verso il
prossimo, il tempo ci consegna oggi l’uomo e l’autore capace di scritture dove
il pensiero preme e alimenta i battiti del cuore in cui s’annida il valore del
bene e la dimensione spirituale.
Valore
del bene e dimensione spirituale di cui felicemente è interprete il nostro
autore attraverso una narrazione ben assecondata anche dal garbo.
Una
premessa “necessitata”, direi, prima di partire per il viaggio invitante che
si scorge fin dalle primissime pagine e molto sintomaticamente
dall’illustrazione di copertina col celebre disegno di Leonardo da Vinci,
“L’uomo di Vitruvio”, (1492, ca.), sicuramente uno dei più popolari al mondo,
essendo tra i poster più gettonati e compreso persino sulle monete da 1 euro!
Ed
eccoci a
e al suo sottotitolo
John Ethan Titor 2 dal futuro
Titolo e sottotitolo che rivelano- da subito - la
considerazione sulle regioni di tale preferenza, dove
· REPORT sta per
sostantivo indicativo, ovvero per “Resoconto” o “relazione”.su un certo
periodo, il 21°;
· Titor 2 (che sta per
John Ethan Titor) dal futuroi l personaggio scelto con il compito di “elaborare
un dettagliato rapporto sulla mentalità distorta dell’uomo del 2000 che, scrive
Piai “ha causato molti guai nel suo periodo e nell’immediato futuro”.
Vale la pena aggiungere che esiste, secondo i mezzi
multimediali (tra cui internet) il “caso” John Titor 1
Ed eccoci,
come finestra spalancata sul tempo col nostro “crononautaproveniente dal
futuro” per gli appassionati di viaggi nel tempo e, soprattutto, per coloro in
cui s’annidano pensieri sui futuri avvenimenti mondiali.
Col
crononauta e con la priorità che si conviene sul piano etico, teologico e filosofico
chiamato ad agire fino al profilarsi dell’uomo integrale del 24° secoloche
utilizza le tecnologie più ricercate a supporto della conoscenza della verità e
della promozione umana.
Un
viaggio fantascientifico nel tempo, volto a sensibilizzare il lettore a
prendere coscienza del comune modo di pensare e di agire, noi del 21° secolo
siamo testimoni e osiamo credere di essere progrediti.
Un
lavoro dove i richiami antropologici si alternano a quelli dei desideri
dell’uomo, alle tessere di un mosaico in cui l’umanità, i desideri, l’idolatria
dell’apparenza e il coraggio tramano efficacemente nella corresponsione
veritiera.
Paragrafi
talvolta brevi, con l’assillo del dire senza gravare e sempre parimenti
consequenziali alla buona riflessione.
L’impalcatura
di un sapere offerto su un proscenio storico-evoluto che elabora e procede
nell’intricato gioco delle interazioni.
Finestre aperte sulla distorta mentalità dell’uomo del 2000 che non
pochi guai ha causato nel suo periodo e nell’immediato futuro e che TITOR 2, a
differenza d’altri, è chiamato a dettagliare.
Sono
nati così i “racconti”oltre confine, i titolini e le premesse (spesso per
mezzo di richiami dotti e a personaggi illustri) alle varie argomentazioni resi
spesso ad immagine di un presente preso a falso scopo per dire e far capire
sfaccettature e riflessi o l’offerta delle riflessioni e considerazioni
filosofiche, sociologiche, antropologiche.
Per un uomo di
scuola, qual è il nostro autore, del tutto logico l’avvio con la chiamata in
correità della scuola finanche un “Centro di Formazione Professionale” che egli
ben conosce per poi passare agli aspetti della “Comunicazione e del
linguaggio”, ai Consumi ed economia” ai sottovalutati preannunci “L’umanità era
stata avvertita in Bosnia” e al grido di allarme per l’affiorare della
mediocrità e “L’atrofizzazione del pensiero” dagli sconvolgenti effetti e con
l’ignoranza a spadroneggiare.
Occorre
avere il coraggio di conoscersi, scrive Piai di riflettere seriamente
su se stessi ed il mondo circostante di andare oltre l’immagine di se stessi;
oltre perché “le sicurezze evaporano ai primi colpi di sole e il dubbio finisce
col permeare il pensiero che rischia di bloccare l’azione" .
Particolare e
ad effetto, sicuramente, anche l’affermazione “Impossibile trovare la
semplicità se non si è liberi dentro” e, a seguire, le tante altre che – non
volendo farne un “indice” – s’addice meglio il rimando alla lettura del volume.
(Edito dalla MJM, con sede a MEDA, Milano).
La lettura sistematica sicuramente meglio potrà tracciare i contorni del pensiero esposti e delineare il profilo dell’uomo integrale del 24° secolo.
Di
quell’uomo che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana,
la scoperta della verità, la salvaguardia del Pianeta, la riscoperta
dell’attività più inconscia della mente, la contemplazione dell’esistenza, la
solidarietà e la creatività finalizzata al miglioramento della qualità della
vita di ogni essere umano, presente e futuro.
Un
volume che coglie per la sua narrazione disincantata e critica, la capacità
esplorativa, gli stimoli alla riflessione, il pensiero filosofico tale da farne
una storia penetrante dove le emozioni finiscono per piegarsi al ritmo delle
stagioni della vita.
Pagine
dove non manca di annidarsi la nota dello scetticismo verso il “personaggio”
Titor, che rimane comunque un utile pretesto per affrontare il tema
spazio/tempo e le sue implicanze.
Tante
buone ragioni, insomma, perché REPORT SUL 21° SECOLO trovi un posto d’onore
nella libreria di ciascuno di noi.