Il pane disceso dal cielo

RIFLESSIONE SULL'OPERA DI Beppino TOSOLINI







"Io sono il pane disceso dal cielo" (Gv.6,41)
Il pane è il simbolo del nutrimento per eccellenza. Gesù si paragona al pane disceso dal cielo ed invita gli ascoltatori a mangiare la sua carne ed a bere il suo sangue.

Quale uomo in terra ha parlato così?
Pensiamoci bene: cerchiamo di togliere i nostri pregiudizi e immaginiamo di essere tra coloro che vissero ai tempi di Gesù.
Noi non ci meravigliamo tanto perché associamo questo discorso all'eucaristia.

Ma quando furono dette quelle parole, l'ultima cena doveva ancora avvenire. C'è stato qualche filosofo o guru che ha parlato così?

Qualcuno che ha detto : "se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo"?

Insisto: è possibile che un uomo, anche se fosse considerato il più saggio della terra, abbia parlato in questo modo? Mettiamo tra parentesi tutto ciò che è stato detto su Gesù in duemila anni di storia.

Pensiamo solo di essere suoi contemporanei e di conoscerlo come il figlio del carpentiere Giuseppe. Un uomo che non ha frequentato la scuola rabbinica ed è senza titoli accademici.

Un uomo che accompagna la sua parola con miracoli, prodigi e guarigioni e si dichiara gradualmente Figlio di Dio. Un uomo che esorta a mangiare la sua carne e bere il suo sangue in un contesto ebraico in cui era vietato persino pronunciare il nome di Dio.

Le alternative sono poche: ognuno dovrebbe trarne una conclusione. Non si può rimanere indifferenti perché, voglia o no, si viene interpellati.

Se per noi tutto è falso ci si dovrebbe spiegare il perché di tante anomalie, soprattutto la fortuna che hanno avuto i vangeli in un contesto semitico.

Se invece è per noi ragionevole dichiarare tutto vero, allora dovremmo veramente stupirci per un simile mistero e ricorrere spesso e con nuovo entusiamo all'Eucaristia, pane disceso dal cielo, che ci trasforma in altri "Cristi", grazie al processo di "cristizzazione" che ne consegue.

Pier Angelo Piai

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