Il nostro modo di amare

RIFLESSIONE SULL'OPERA DI Katia MAZZON






Siamo consapevoli che diamo troppa importanza al nostro "io"?
Pensiamo di amare quando sappiamo benissimo che vogliamo "possedere" gli altri in mille modi.

Possedere il coniuge, i figli, strumentalizzare gli altri.
Quando siamo capaci di amare una sola persona?
Non riusciamo nemmeno amare noi stessi e abbiamo la presunzione di credere di amare gli altri!

Se prestiamo veramente attenzione al nostro modo di amare ci accorgeremmo quanto egoismo si cela in ogni relazione umana.
Innanzittutto l'amore richiede profondo ascolto e rispetto. Se maltrattiamo i familiari o chi sta a noi sottomesso per qualche motivo, può dirsi vero amore?

"Quando si ama, non esiste né uno, né molti: c'è soltanto l'amore" (Un filosofo orientale)

L'amore non scaturisce solo dalla mente. Essa può provocare qualche piacevole emozione, ma non si può dire di amare solo perché proviamo un po' di compassione per chi soffre o perché si piange su qualche ricordo frammisto a quello che per noi sembra profonda "religiosità".

Confondiamo sentimenti quali nostalgia, devozione, pietà con ciò che crediamo Amore.
Ci dimentichiamo che noi siamo stati creati per amore e abbiamo il compito di incarnare questo amore in ogni istante della vita.

L'amore vero, poi, si irradia spontaneamente su tutto ciò che ci circonda, oltre i confini delle convenienze sociali e religiose. Esso non le sopprime, le rispetta ma va sempre oltre perché desidera che tutto sia così com'è e come è destinato a divenire, partendo dal filo d'erba ad ogni persona che incontriamo.

Amore e rispetto sono due facciate della stessa medaglia. Dovrebbe essere spontaneo amare la vita, la natura, gli altri senza alcuno sforzo mentale.
Invece ci facciamo troppi problemi mentali, troppi confronti: l'amore semplifica tutto, non prevarica gli altri, non li sfrutta, non li umilia, non li calunnia e non li giudica, non si aspetta nulla da nessuno, non tiene conto delle offese e non porta alcun rammarico o risentimento.

Esso non desidera imporre mentalmente il proprio "io" a nessuno e non recalcitra se gli altri non gli prestano attenzione.

E' così delicato che sprizza riconoscenza in tutto il suo essere, presta ascolto profondo a tutto e a tutti, non sottovaluta o sopravaluta alcuno, non si ritiene inferiore o superiore a nessuno , ma conserva lo sguardo puro ed è attento alle esigenze degli altri.
Per Lui tutti sono davvero grandi. Non c'è chi vale meno o più.

C'è l'essere in ognuno che ha la potenzialità di amare, anche se sbaglia, perché fatto ad immagine e somiglianza dello stesso Creatore. L'amore ama e basta.

Pier Angelo Piai

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