19 novembre 2006

Perché credo nella veridicità dei Vangeli


(C’è abbastanza luce per chi vuol credere, ma abbastanza buio per chi non vuol credere)

Afferma V.Messori: Il cristianesimo, è il solo messaggio religioso che non si basa su una sapienza, su una idea ma su una serie di affermazioni storiche e su una in  particolare: credo che Gesù è risuscitato dai morti. Così com’era  storica la fede ebraica: credo che Dio ha parlato a Israele attraverso i suoi profeti. (Ipotesi su Gesù p.45)

Gesù Cristo: ci sono mai stati uomini così particolari e completi come Lui?
Saggezza, equilibrio, altruismo, amore...
Leggendo i vangeli in modo non superficiale, subito ci si pone l’interrogativo di come possa essere esistito un uomo del genere (che poi si dichiara adirittura Dio) in ambiente semitico. Anche se fosse stato letteralmente inventato a tavolino (cosa estremamente improbabile) si dovrebbero ammettere troppe contraddizioni o paradossi. Qui si tratta di una persona storicamente esistita, e molto di più di una semplice persona.

Gli episodi che più sconcertano sono legati alla sua passione e morte: torturato e beffeggiato, ma non un lamento. Gli stessi sacerdoti che lo hanno fatto condannare (con tanto di nomi: Anna e Caifa) lo schernivano crudelmente mentre soffriva appeso alla croce. Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano (Mc.16,32)

Quasi ogni passo dei vangeli ha qualcosa di assurdo o di inconcepibile per la mentalità del tempo.
Sin da piccoli siamo stati abituati a leggere i Vangeli come se fossero storie normali. Commoventi, edificanti, ma normali.

Cosa c’è di “normale” in quei testi?

Le successive pagine riportano riflessioni che provano che i vangeli non sono così banali come una lettura superficiale potrebbe supporre.