dal Messaggero Veneto del 17/06/2002
E quanto alle manifestazioni religiose, seppure utili per l’audience televisiva, sembrano più spettacolarizzazioni di realtà che andrebbero vissute in “interiore homine”, e con minore frequenza. Pena la caduta di importanza e di significato.
Mi perdonino i religiosi confratelli di Padre Pio, ma forse dovrebbero investire meglio e più spiritualmente il patrimonio che si trovano a gestire, con santuari, pellegrinaggi, riviste, cartoline, “manna dal cielo”, “coppa di Padre Pio”, vin santo e uvetta di moscato, e altro ancora.
Personalmente ammiro e leggo volentieri le opere di Padre Pio, che è certamente un grande santo dei nostri tempi. Non so che direbbe di questi festeggiamenti, dei 1.000 uomini, cecchini e sommozzatori, dei vigili del fuoco in quantità considerevoli, per rendere la manifestazione più festosa possibile.
Quel che sorprende, in ambito cattolico, è la convergenza di folle per grandi occasioni (Lourdes, Fatima, San Giovanni Rotondo); mentre le chiese, che ancora sono aperte e officiate, risultano vuote per gran parte della giornata. Supposto che Cristo sia sempre presente nel Tabernacolo, pochi cristiani se ne ricordano. Il che vuol forse dire che Padre Pio, Sant’Antonio da Padova e lo stesso Pontefice sono più importanti e interessanti di Gesù Cristo? Comincio a pensare che sia proprio così!
Professor Giampaolo Thorel
Udine