Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.
http://www.mjmeditore.com/scheda.php?code=978-88-96696-09-5INTERVISTA ALL'AUTORE:
http://www.friulicrea.it/itriflessioni/story$data=riflessioni&num=1028&sec=24 Report commentato da Natale ZaccuriVIDEO SU REPORT da YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=iPY4b9MSGhcCOMMENTO DELLA GIORNALISTA MANUELA BATTISTUTTA
Una sorta di monologo interiore mediato da una fede
radicata, di cui la scrittura narrativa continuamente si nutre. È
l’ultimo libro di Pier Angelo Piai Report sul 21esimo secolo. John
Ethan Titor 2 dal futuro, pubblicato dall’editore milanese MJM (14
euro) che è stato presentato recentemente a Cividale, all’Ute di Cividale.
Docente di materie letterarie nella scuola superiore, Piai, con
questo lavoro continua idealmente il percorso introspettivo e di
riflessione delle sue opere precedenti. E dopo La paura di pensare per
le edizioni Segno del 2004, ritorna in libreria con Report .
Novità la
scelta stilistica di straniamento che solo apparentemente si riallaccia
al filone della fantascienza.
John Ethan Titor 2 è un uomo del 2345, ma
viene proiettato, grazie a una macchina del tempo sofisticata, nel
ventunesimo secolo, con lo scopo di redigere un report, il suo rapporto
sull’uomo del 2000.
Il report è in realtà «un’indagine storica,
esegetica e antropologica» scrive Piai nell’introduzione, per non
ripetere nel futuro gli errori del passato.
E l’occasione del viaggio
permette il parallelismo e l’emergere della dicotomia tra l’uomo del
2000 e quello di piú di tre secoli piú tardi, o meglio, attualizzando,
tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Ecco allora che l’escamotage
dello shift temporale diventa lente d’ingrandimento straniante
sull’homo informaticus del 21esimo secolo partendo dalla sua “scuola”,
chiusa alla creatività con insegnanti che «si limitano ai libri» e «non
sono aperti al libro della vita», lontana da un approccio che implica
approfondimento, conoscenza stupore, percezione della ricchezza, della
fragilità e della complessità.
Titor registra un uomo «frammentato» che
si nutre male, infelice, sempre piú preoccupato a «sopravvivere nel
caos quotidiano», depresso o esaltato da se stesso, vittima di
momentanee illusioni.
Diverso è «l’uomo integrale» del 24esimo secolo,
ma non perché tecnologicamente avanzato, o capace di muoversi nella
dimensione spazio temporale in un mondo utopico dove «nessuno soffre la
fame, la sete, la nudità, l’emarginazione sociale», ma perché
consapevole del mistero, del miracolo della vita, sempre oltre il
fenomenico, «perché in noi c’è un principio divino», una religiosità
dell’animo «che va sempre oltre, verso l’essenziale» e che percepisce
anche la morte come parte dell’esistenza, necessaria per liberare lo
spirito nella dimensione dell’Infinito.
Manuela Battistutta
RECENSIONI IN ITALIA:
NAPOLI.COM:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=33126&pagenum=0MESSAGGERO VENETO :
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/02/24/NZ_15_SPEA8.html