5 gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni sociologiche, antropologiche e filosofiche.

http://www.mjmeditore.com/scheda.php?code=978-88-96696-09-5

INTERVISTA ALL'AUTORE:

http://www.friulicrea.it/itriflessioni/story$data=riflessioni&num=1028&sec=24

 Report commentato da Natale Zaccuri

VIDEO SU REPORT da YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=iPY4b9MSGhc

COMMENTO DELLA GIORNALISTA MANUELA BATTISTUTTA

Una sorta di monologo interiore mediato da una fede radicata, di cui la scrittura narrativa continuamente si nutre. È l’ultimo libro di Pier Angelo Piai Report sul 21esimo secolo. John Ethan Titor 2 dal futuro, pubblicato dall’editore milanese MJM (14 euro) che è stato presentato recentemente a Cividale,  all’Ute di Cividale.

Docente di materie letterarie nella scuola superiore, Piai, con questo lavoro continua idealmente il percorso introspettivo e di riflessione delle sue opere precedenti. E dopo La paura di pensare per le edizioni Segno del 2004, ritorna in libreria con Report .
Novità la scelta stilistica di straniamento che solo apparentemente si riallaccia al filone della fantascienza.

John Ethan Titor 2 è un uomo del 2345, ma viene proiettato, grazie a una macchina del tempo sofisticata, nel ventunesimo secolo, con lo scopo di redigere un report, il suo rapporto sull’uomo del 2000.
Il report è in realtà «un’indagine storica, esegetica e antropologica» scrive Piai nell’introduzione, per non ripetere nel futuro gli errori del passato.

E l’occasione del viaggio permette il parallelismo e l’emergere della dicotomia tra l’uomo del 2000 e quello di piú di tre secoli piú tardi, o meglio, attualizzando, tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere. Ecco allora che l’escamotage dello shift temporale diventa lente d’ingrandimento straniante sull’homo informaticus del 21esimo secolo partendo dalla sua “scuola”, chiusa alla creatività con insegnanti che «si limitano ai libri» e «non sono aperti al libro della vita», lontana da un approccio che implica approfondimento, conoscenza stupore, percezione della ricchezza, della fragilità e della complessità.

Titor registra un uomo «frammentato» che si nutre male, infelice, sempre piú preoccupato a «sopravvivere nel caos quotidiano», depresso o esaltato da se stesso, vittima di momentanee illusioni.

Diverso è «l’uomo integrale» del 24esimo secolo, ma non perché tecnologicamente avanzato, o capace di muoversi nella dimensione spazio temporale in un mondo utopico dove «nessuno soffre la fame, la sete, la nudità, l’emarginazione sociale», ma perché consapevole del mistero, del miracolo della vita, sempre oltre il fenomenico, «perché in noi c’è un principio divino», una religiosità dell’animo «che va sempre oltre, verso l’essenziale» e che percepisce anche la morte come parte dell’esistenza, necessaria per liberare lo spirito nella dimensione dell’Infinito.

Manuela Battistutta

                                  RECENSIONI IN ITALIA:

NAPOLI.COM
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=33126&pagenum=0

MESSAGGERO VENETO :
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2010/02/24/NZ_15_SPEA8.html

UNA PRECISAZIONE ERMENEUTICA


PIANI DI LETTURA RELATIVI AL LIBRO “REPORT SUL 21° SECOLO”

Attribuire un genere letterario al libro “Report sul 21° secolo° è assai difficile: esso infatti è caratterizzato per la presenza di molteplici piani di lettura, che possono essere colti dal lettore a seconda della sua preparazione culturale. Pur presentandosi come un “Report” “Rapporto”, nel libro è presente, appena sotto la superficie, una forte componente spirituale ed antropologica, e di fondo il libro può essere visto come una riflessione filosofica sul senso e sul valore della verità e della sua ricerca, da un punto di vista sia laico che cattolico, tema del resto comune alle mie opere .

SCRITTURA CREATIVA

Uso dell’espediente narrativo

Il testo è nato così com’è intenzionalmente. Il passaggio dallo stile narrativo al semi -saggistico è una strategia che tiene ben presente il senso profondo dell’ermeneutica e del suo circolo.Per quanto riguarda la struttura e lo stile del testo:John Ethan Titor 2 è un uomo che vive nel 24° secolo assimilando tutto il contesto socio-culturale di quel periodo.

Mi si suggerisce di rivedere il libro “Report” che ho da poco pubblicato.Secondo alcuni dovrei conservare lo stile narrativo là dove si va affievolendo per dare più spazio alle considerazioni personali del personaggio che elabora il “Report”.Perché non dovrebbe essere accettata questa forma che ho appositamente elaborato tenendo conto che è appropriata al modo di pensare dell’uomo del 2345, il quale è convinto che noi del 21° secolo abbiamo l’urgenza di correggere la mentalità distorta  che ci siamo formati per tanti motivi?

Il rapporto, innanzittutto, è fatto per gli uomini integrali del suo tempo, i quali, essendo anche telepaticamente progrediti, hanno la possibilità di rivedere ciò che ha visto lo stesso John. La descrizione dettagliata potrebbe sembrare rindondante e quindi viene appositamente abbandonata. Essendo “uomo integrale” come tutti gli uomini della sua era, John Ethan Titor 2 non intende proseguire con la descrizione dettagliata dei fatti accaduti durante la sua visita al nostro secolo, ma ritiene più urgente avvisarci dei pericoli che stiamo correndo.

Lo stile narrativo è una sorta di input che tiene conto più dell’intenzione che John ha di trasmettere anche a noi uomini del 21° secolo un  rapporto abbastanza comprensivo per i nostri codici comunicativi.

Usando lo stile saggistico voglio mettere in evidenza che John ha un occhio di riguardo  per i suoi contemporanei più evoluti del 23° secolo, i quali, essendo già  telepaticamente a conoscenza dei fatti, amano più fare delle considerazioni.

Questo perché l’uomo integrale del 2345 ha una sua visione del mondo che si è formata attraverso numerose stratificazioni sociali, culturali e ideologiche che noi del 21° secolo non possiamo conoscere, ma solo immaginare. Le caratteristiche della sua “weltansicht” e della sua “weltanshaung, quindi, sono ipotizzate attraverso le considerazioni che emergono nella seconda parte del libro.

John si esprime con un linguaggio specifico che riflette la mentalità del tempo, la quale dà una certa priorità più ad alcuni aspetti che ad altri.E’ l’uomo integrale che osserva, descrive ma interpreta cercando l’obiettività, che naturalmente non può essere assoluta.

Ecco perché John Ethan Titor 2 ha usato una strategia comunicativa particolare: la fase narrativa introduce la relazione che dovrà essere in qualche modo interpretata facilmente anche dall’umanità del 21° secolo.

Il resto ha uno stile argomentativo per soddisfare gli interlocutori del suo secolo (il 23°) che non necessitano di particolari descrizioni, essendo più evoluti ed intuitivi, ma contemporaneamente il messaggio deve  arrivare anche a noi del 21° secolo.

In genere le difficoltà comunicative si collocano a diversi livelli interpretativi:

a) prelinguistico

b) linguistico

c) metalinguistico o extralinguistico

d) culturale

e) ideologico

 

Il circolo ermeneutico poliedrico :

(Il circolo ermeneutico definisce il procedimento circolare che fonda ogni atto interpretativo.)

IL TRIANGOLO ERMENEUTICO

Gli studiosi di ermeneutica individuano in riferimento al testo letterario tre livelli di interpretazione:

- L’intentio auctoris (ciò che vuole significare l’autore)

- L’intentio operis (ciò che l’opera significa)

- L’intentio lectoris (ciò che il lettore rintraccia nel testo in riferimento alla sua formazione socio-culturale e ai suoi desideri)

 

 IL TETRAEDO ERMENEUTICO

Il libro evidenzia una dinamica ermeneutica complessa.Il tetraedro ermeneutico è costituito dall’autore del libro, dal personaggio inventato “John Ethan Titor 2”, dalla sua civiltà del 23° secolo e dalla nostra del 21° secolo.

- L’autore

L’autore immagina il futuro ed interpreta il presente proiettandosi in un punto di vista immaginario che dovrà interpretare con quelle categorie più evolute il nostro secolo.

- John Ethan Titor 2

John ha il compito di interpretare il nostro secolo. Ciò che egli interpreta deve essere compreso dai suoi simili del 23° secolo e contemporaneamente anche da noi del 21° secolo. Questo perché il “Report” è un unico testo. Ma il testo nella realtà è stato elaborato dal sottoscritto, realmente vivente nel 21° secolo, che simula l’interpretazione attraverso uno sforzo di immaginaria proiezione nel futuro che deve tener conto che le capacità ermeneutiche degli uomini del 21° secolo sono molto più evolute delle nostre.

- La civiltà del 23° secolo.

L’autore, naturalmente, elabora ed inventa un quadro di riferimento di questa ipotetica civiltà del futuro. Essa è tecnologicamente molto più avanzata, sfrutta l’energia telepatica con disinvoltura e le persone usano la mente in modo assai diverso da quelle del 21° secolo, possedendo facoltà interpretative specifiche supportate dalla telepatia. Essa comunica formalmente in modo del tutto atipico rispetto a noi. La cronaca è ridotta al minimo proprio perché l’umanità integrale possiede già la capacità di vedere i fatti e gli eventi telepaticamente: John riesce a elaborare mentalmente ciò a cui assiste e trasmette tutto ai suoi contemporanei, i quali privilegiano l’argomentazione rispetto alla narrazione, in quanto la loro capacità di astrazione è assai superiore alla nostra.

- La civiltà del 21° secolo

L’autore del libro ha l’urgenza di stimolare la nostra società a prendere coscienza del tunnel in cui sta intrappolandosi continuando ad esaltare i disvalori e rimanendo alla superficie della propria coscienza.L’espediente letterario, che ha una sua originalità, genera una struttura più complessa di quanto non appaia ad una lettura superficiale, in quanto deve tener conto del poliedro ermeneutico che emerge.Per questo il testo deve essere comprensibile, ma non può scadere nella banalità contradditoria perché deve tener conto dell’interazione con una società futura molto più evoluta della nostra, soprattutto nell’ambito della comunicazione.Il testo, quindi, inizia con uno stile narrativo per poter avviare il lettore ad una pre-comprensione, poi gradualmente procede con uno stile prevalentemente argomentativo per rispettare i canoni della comunicazione della civiltà futura a cui inizialmente il Report era destinato.